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La vita “Al Muro” è il progetto fotografico di Rosa Colacoci, avviato già da tempo, che viene condotto attraverso una narrazione riflessiva, sensibile, tipica del linguaggio poetico. La perfezione tecnica delle opere, caratterizzate da un bianco e nero “impattante” evidenzia, di volta in volta, uno spazio psicologico particolare, un’interlocuzione tra il soggetto ritratto e gli oggetti che prendono vita dal suo universo psichico. Il muro (che l’artista ama per la sua “essenzialità”) è simbolo, ricerca di senso, desiderio di andare oltre. Le barriere del vivere quotidiano amplificano la dimensione interiore e la solitudine diviene un viaggio necessario per la piena conoscenza di sé. L’arte, in tal senso, indaga l’essenza stessa del limite, che è fine, ma anche principio. Sono forme interiori quelle che prendono vita nelle opere della Colacoci e il suo “muro” è inevitabile, in quanto simbolo dell’alienazione, ma anche della prossimità. Un muro può rappresentare la separazione dagli altri e il conseguente sentimento di esclusione, ma le barriere possono anche esprimere un’esigenza individuale. Essere “individui”, etimologicamente in-divisi, significa muoversi tra identità ed alterità, accogliere ogni possibile contrasto. Ogni scatto è un piccolo capolavoro, sintesi di quiete e assenza, dove il tutto sembra mutare, elicitando nuove emozioni. La mostra, curata nella serata inaugurale dalla dott.ssa Roberta Passantino, sarà visitabile nei giorni 10-12-13 e 17 agosto 2016 a partire dalle ore 19.00, presso il suggestivo ipogeo di Piazzetta San Francesco, nel centro storico di Taranto.

L'artista

L’artista

Tante le mostre personali e collettive di Rosa Colacoci su tutto il territorio nazionale, tanti i riconoscimenti di critica e pubblico e tante le collaborazioni con altri artisti, la partecipazione a scritti editoriali e al blog della filosofa Maria Giovanna Farina con il sociologo e scrittore Francesco Alberoni. Ricordiamo, tra le opere di maggior successo, la raccolta fotografica dei riti della settimana santa tarantina del 2014, donata in udienza pubblica a Papa Francesco, scelta artistica di pregio, che vede la collaborazione della poetessa Silvia Calzolari (Bergamo) con poesie presenti nell’antologia e con una citazione della regista-attrice Roberta Fiordiponti (Taranto) dedicata al Santo Padre.

 

di Marialuisa Vallino